Alluce rigido
L'alluce rigido è una condizione caratterizzata da una progressiva riduzione del movimento dell'articolazione alla base dell'alluce. Può provocare dolore durante il cammino, soprattutto nella fase di spinta, e rendere difficoltoso l'utilizzo di alcune calzature.
Che cos'è l'alluce rigido?
L'alluce rigido interessa l'articolazione metatarso-falangea, cioè l'articolazione che unisce il primo metatarso alla base dell'alluce.
Con il tempo la mobilità può ridursi progressivamente e possono comparire alterazioni degenerative dell'articolazione, con dolore e rigidità.
I sintomi più comuni
Dolore durante il cammino
Il dolore può comparire soprattutto quando l'alluce si piega verso l'alto durante la fase finale del passo.
Rigidità
Il movimento dell'alluce diventa progressivamente più limitato e può risultare difficoltoso.
Gonfiore
La zona dell'articolazione può apparire gonfia o più sensibile dopo attività prolungate.
Prominenza dorsale
In alcuni casi può svilupparsi una prominenza ossea sulla parte superiore dell'articolazione, che può entrare in conflitto con la scarpa.
Perché si sviluppa
Le cause possono essere diverse e spesso non è possibile identificarne una sola.
- usura progressiva dell'articolazione;
- pregressi traumi dell'alluce;
- microtraumi ripetuti;
- carichi elevati sull'articolazione;
- particolari caratteristiche anatomiche del piede;
- alcune patologie articolari o infiammatorie.
Alluce rigido e alluce valgo non sono la stessa cosa
Alluce rigido
Il problema principale è la riduzione del movimento dell'articolazione e il dolore durante la flessione dorsale dell'alluce.
Alluce valgo
È caratterizzato soprattutto dalla deviazione laterale dell'alluce e dalla prominenza della testa del primo metatarso.
Come viene valutato
La valutazione comprende l'osservazione del piede, la localizzazione del dolore, la mobilità dell'articolazione e il comportamento dell'alluce durante il cammino.
È importante verificare quanto movimento è ancora presente e se il dolore compare soltanto durante il movimento oppure anche a riposo.
Esami strumentali
Radiografia
Può mostrare restringimento dello spazio articolare, osteofiti e altre alterazioni ossee.
Altri esami
In casi particolari il medico può richiedere ulteriori approfondimenti per valutare l'articolazione e i tessuti circostanti.
Trattamento conservativo
Calzature
Scarpe con sufficiente spazio per l'alluce e con caratteristiche adeguate possono ridurre il dolore e il conflitto sulla zona dorsale.
Modifica del carico
Può essere utile ridurre temporaneamente le attività che provocano dolore intenso o carichi ripetuti sull'articolazione.
Ortesi plantari
In alcuni casi un'ortesi può aiutare a modificare la distribuzione dei carichi e migliorare il comfort durante il cammino.
Esercizio e mobilità
Quando indicato possono essere utilizzati programmi di esercizio e mobilizzazione, adattati alla fase e al grado di rigidità.
Quando viene valutata la chirurgia
La chirurgia può essere presa in considerazione quando il dolore è persistente, limita le attività quotidiane e il trattamento conservativo non è sufficiente.
La scelta della procedura dipende dal grado di degenerazione dell'articolazione, dalla mobilità residua e dalle caratteristiche del paziente.
In alcune situazioni può essere possibile preservare parte del movimento articolare; nei quadri più avanzati possono essere valutate procedure differenti.
Alluce rigido e sport
Sport che richiedono una forte spinta sull'avampiede, come corsa, calcio, tennis o attività con cambi di direzione frequenti, possono aumentare i sintomi.
Il ritorno all'attività deve essere progressivo e adattato alla tolleranza del paziente.
Il ruolo del Podologo
Il podologo può valutare l'appoggio del piede, il comportamento dell'alluce durante il cammino, le calzature e la distribuzione dei carichi.
Può inoltre contribuire alla gestione conservativa attraverso indicazioni sulle calzature e, quando appropriato, attraverso ortesi plantari personalizzate.
Nei casi con dolore persistente, rigidità marcata o sospetta degenerazione articolare è opportuno il coinvolgimento dello specialista ortopedico.
