Fascite Plantare

Dolore al tallone e alla pianta del piede

Fascite plantare

La fascite plantare, oggi spesso definita anche fasciopatia plantare, è una delle cause più frequenti di dolore nella zona inferiore del tallone. Interessa la fascia plantare, una robusta struttura fibrosa che collega il calcagno alla parte anteriore del piede e contribuisce al sostegno dell'arcata plantare.

Fascia plantare e zona del dolore nella fascite plantare

Che cos'è la fascia plantare?

La fascia plantare è una struttura resistente che si estende dalla parte inferiore del calcagno verso le dita.

Durante il cammino contribuisce alla stabilità del piede e alla gestione delle forze generate nell'appoggio. Quando viene sottoposta a carichi ripetuti o eccessivi può sviluppare dolore e alterazioni del tessuto.

I sintomi più caratteristici

Dolore ai primi passi del mattino

Uno dei sintomi più tipici è il dolore sotto il tallone quando si appoggia il piede a terra dopo il riposo notturno. Dopo alcuni passi può diminuire, per poi riapparire durante la giornata.

Dolore dopo il riposo

Il fastidio può essere particolarmente evidente anche dopo essere rimasti seduti a lungo o dopo un periodo di inattività.

Dolore durante il carico

Camminare a lungo, correre o restare molto tempo in piedi può aumentare il dolore, soprattutto quando il tessuto è particolarmente irritato.

Dolore localizzato al tallone

Il punto più dolente è spesso nella parte inferiore e interna del calcagno, in corrispondenza dell'origine della fascia plantare.

Perché il dolore può essere maggiore al mattino?

Durante il riposo notturno il piede rimane per molte ore senza carico e con la caviglia in una posizione rilassata. Al momento dei primi passi la fascia plantare e i tessuti posteriori della gamba vengono nuovamente sottoposti a tensione e carico.

Per questo motivo nei pazienti con fasciopatia plantare i primi passi del mattino possono risultare particolarmente dolorosi.

Le possibili cause e i fattori predisponenti

La fascite plantare non dipende generalmente da una sola causa. Più spesso è il risultato della combinazione di diversi fattori.

  • aumento improvviso dell'attività fisica;
  • corsa o cammino prolungato;
  • sovraccarico del piede;
  • ridotta mobilità della caviglia;
  • tensione della muscolatura del polpaccio;
  • calzature poco adatte all'attività svolta;
  • sovrappeso;
  • lavori che richiedono molte ore in piedi;
  • alcune caratteristiche anatomiche o biomeccaniche del piede.

Piede piatto e piede cavo

Piede piatto

In alcune persone un'eccessiva pronazione o una particolare dinamica dell'arcata può aumentare le sollecitazioni sulla fascia plantare.

Piede cavo

Anche un piede con arco particolarmente accentuato può presentare una distribuzione dei carichi che favorisce dolore al tallone e alla fascia plantare.

Fascite plantare nel runner

La fascite plantare è frequente anche negli sportivi, soprattutto nella corsa.

Incrementare troppo rapidamente chilometraggio, frequenza o intensità degli allenamenti può aumentare il carico sulla fascia plantare prima che il tessuto abbia avuto il tempo di adattarsi.

Anche il cambio improvviso di superficie, calzatura o tecnica di allenamento può rappresentare un fattore da considerare.

Come viene valutata

La valutazione parte dalla storia del dolore e dall'esame del piede. È importante conoscere il punto preciso in cui compare il dolore, quando è più intenso, quali attività lo aggravano e da quanto tempo è presente.

Possono essere valutati anche la mobilità della caviglia, la tensione muscolare, l'appoggio e la modalità di cammino.

Servono sempre esami strumentali?

Non necessariamente

In molti casi il quadro può essere riconosciuto attraverso la valutazione clinica.

Quando approfondire

Se il dolore è persistente, atipico o non risponde al trattamento, il medico può richiedere ecografia, radiografia o altri esami per escludere differenti cause di dolore al tallone.

Il trattamento

Modifica temporanea del carico

Non è sempre necessario un riposo assoluto. Più spesso è utile ridurre temporaneamente le attività che provocano dolore e mantenere, quando possibile, attività compatibili con i sintomi.

Esercizi e stretching

Programmi mirati di stretching della fascia plantare, mobilità della caviglia e lavoro sulla muscolatura del polpaccio possono far parte del trattamento.

Calzature

Una calzatura adeguata all'attività e alle caratteristiche del paziente può contribuire a ridurre le sollecitazioni dolorose.

Ortesi plantari

In alcuni pazienti, soprattutto quando sono presenti particolari alterazioni dell'appoggio o sovraccarichi, può essere valutato l'utilizzo di un'ortesi plantare personalizzata.

Onde d'urto

Nei casi persistenti il medico può valutare anche trattamenti come le onde d'urto extracorporee.

Non sono indicate automaticamente per tutti i pazienti e la loro opportunità dipende dalla durata dei sintomi, dal quadro clinico e dai trattamenti già effettuati.

Tutori notturni

In alcuni casi possono essere utilizzati tutori notturni che mantengono caviglia e piede in una posizione di allungamento moderato durante il sonno.

Possono essere presi in considerazione soprattutto quando il dolore ai primi passi del mattino è molto marcato.

Farmaci e infiltrazioni

Farmaci antidolorifici o antinfiammatori e qualsiasi trattamento infiltrativo devono essere valutati dal medico in base alle condizioni del paziente.

Non è opportuno assumere farmaci o effettuare infiltrazioni come trattamento automatico della fascite plantare senza una valutazione professionale.

La chirurgia

Il trattamento chirurgico della fascite plantare è generalmente riservato a una minoranza di pazienti con sintomi persistenti che non hanno risposto a un adeguato percorso conservativo.

L'indicazione deve essere posta dallo specialista dopo un'attenta valutazione della causa del dolore e delle alternative terapeutiche disponibili.

Prevenzione e ritorno all'attività

  • aumentare progressivamente il carico di allenamento;
  • evitare bruschi aumenti di chilometraggio;
  • utilizzare calzature adeguate;
  • curare mobilità della caviglia e muscolatura del polpaccio;
  • non ignorare un dolore persistente al tallone;
  • riprendere gradualmente corsa e sport dopo la fase dolorosa.

Il ruolo del Podologo

Il podologo può valutare l'appoggio del piede, la distribuzione dei carichi, le calzature utilizzate e gli eventuali fattori biomeccanici associati al dolore.

Quando appropriato può contribuire alla gestione conservativa e valutare l'utilizzo di ortesi plantari.

In presenza di sintomi atipici, dolore persistente o sospetto di altre patologie è importante il confronto con il medico o con lo specialista competente.

Attenzione: non tutti i dolori al tallone sono fascite plantare. Fratture da stress, neuropatie, problemi articolari, tendinei o altre condizioni possono produrre sintomi simili. Un dolore persistente deve quindi essere valutato correttamente.
Nota informativa: questa pagina ha finalità divulgative e non sostituisce una diagnosi, una visita o un programma terapeutico personalizzato.